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di Maria Giuseppina Fusco*

Il tema del diritto alla salute può essere affrontato da tanti punti di vista: il nostro è semplicemente quello dei cittadini, che la salute considerano un “bene comune”, un diritto dell’individuo e un interesse della collettività, da tutelare e da garantire. La miglior tutela ci sembra un efficace sistema sanitario pubblico. Non penseremmo certo a chiudere cliniche e laboratori di analisi gestiti da privati, ma pensiamo che il Costituente nello scrivere “La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” ipotizzasse un sistema pubblico (e non a caso nello stesso comma dice che la Repubblica “garantisce cure gratuite agli indigenti”). Non dimentichiamo mai che la sanità pubblica, proprio perché è pubblica,  è di tutti i cittadini e deve essere messa in condizione, dai pubblici poteri, di dare risposte valide ed efficaci a tutti i loro bisogni di salute. 

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Anche i comitati per l’acqua pubblica molisani si preparano alla grande manifestazione nazionale in difesa dei beni comuni e dell’esito referendario, per un’uscita diversa dalla crisi, che non guardi alla privatizzazione sfrenata e alla svendita alle banche e ai privati dei beni comuni.

Dopo l’incontro di sabato scorso a Termoli, che ha approfondito la questione della quota di profitto sulla bolletta che il referendum ha abolito, ma che è ancora percepita dalle società private a spese dei cittadini e che i movimenti per l’acqua pensano di auto-ridursi, si preparano i pullman per raggiungere Roma il 26 novembre.

Chi voglia partire dal Molise è pregato di confermare la sua presenza entro il 19 novembre all’indirizzo comitatoacquapubblicamolisechiocciolagmail.com.

Ecco l’appello di convocazione della manifestazione: Appello_manifestazione_nazionale_26_novembre

Sabato 12 novembre ore 17

sala Tonino Bello (cittadella della carità – borgo antico), Termoli

Quanto è salata la nostra bolletta? Chi ci guadagna?

ASSEMBLEA PUBBLICA

per rilanciare la mobilitazione per la ripubblicizzazione dell’acqua,

in vista della manifestazione nazionale a Roma del 26 novembre 2011

Il grande movimento popolare che ha portato alla storica vittoria del referendum deve ora concretizzare i risultati ottenuti, per evitare che i grandi gruppi economici agiscano sotto banco per vanificare l’applicazione pratica di quelle vittorie e impediscano di fatto che i cittadini si riprendano i beni comuni. Non ci sono infatti segnali di iniziative concrete verso la ripubblicizzazione dell’acqua, e la legge di iniziativa popolare che dovrebbe tradurre in realtà il voto dei cittadini giace nei cassetti del Parlamento. Occorre tornare ad agire e a mobilitarsi, subito. In preparazione alla grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 26 novembre, vogliamo dunque tornare a parlare di acqua pubblica. (altro…)