Agricoltura


mediterronean foto 2Avviso ai nostri lettori e lettrici: questo finesettimana una delegazione di tratturanti sparsi parteciperà allegramente a questo festival a Provvidenti, che vi segnaliamo con piacere.

Non la solita abbuffata ignorante da sagra paesana -senza nulla togliere alle sagre!-, ma un festival di “eco-gastro-fonia”, una tre giorni di degustazioni, incontri, dibattiti e musica a zero consumo di plastica e con un programma curato ed interessante. (altro…)

Oggi, Venerdì 31 Agosto 2012, a Larino si terrà il convegno organizzato da Larinascita con la nostra partecipazione. Il terreno comune su cui si incroceranno i nostri differenti percorsi politici sarà quello dell’agricoltura e più in generale la sostenibilità globale sul territorio della cosidetta attività primaria . Per comprendere, quindi, quali prospettive abbia il mondo rurale nello scenario di cambiamento in cui siamo violentemente immersi. Nostro malgrado, perché  gli esiti che l’ideologia neoliberista, che guida l’azione di governo, sono già distruttivi. (altro…)

Qualche giorno fa ci eravamo lasciati con la questione tutto sommato in sospeso, adducendo motivazioni piuttosto improntate alla difensiva. Motivazioni di resistenza e di denuncia di uno stato di cose il cui pestilenziale odore di marcio ormai è insopportabile. Tale situazione, come detto in chiusura d’articolo, vede due possibili vie di sbocco. O il perpetuarsi della stessa, al prezzo di perseverare nel processo di polarizzazione della ricchezza e conseguentemente del potere, a cui necessariamente fa da contorno la distruzione del territorio, oppure l’affermarsi di una idea di una possibile rottura con tutto questo schifo. Idea che deve farsi necessariamente atto se non vuole restare nell’ambito del probabile.

Ma per fare ciò è necessario fare un passo indietro, rispondendo alla semplice ma per nulla scontata domanda: qual’ è l’importanza di tenere in vita il mercato coperto? (altro…)

 

In questi tempi in cui si stanno ridefinendo molti aspetti del vivere civile in tutto l’Occidente, in particolare per ciò che riguarda la disponibilità alimentari (= accordi commerciali), andare a vedere come una parte della società campobassana si rapporta con il proprio territorio attraverso i consumi, spero possa essere utile a un qualche dibattito riguardo la sovranità alimentare e la situazione delle gestione delle risorse.

Così parlare del mercato coperto di Via Monforte potrebbe essere un primo passo verso una riflessione collettiva riguardo il cibo.

Inoltre la vicenda compobassana risulta emblematica sia in considerazione della centralità che il capoluogo ha nei confronti di tutta la regione, sia perché le vicende di quel luogo sono rappresentative del passaggio epocale che l’intero occidente compie.

A livello burocratico, l’offensiva sembra essere giunta ad uno stallo dovuto all’inerzia, alla non-amministrazione, dell’amministrazione comunale. Ciò alla morte dell’imprenditore campobassano Di Biase, quando il project financing in corso si è arrestato e oggi, praticamente, non vi è nessun progetto relativo a questo spazio sociale.

Per questo è l’ora di agire e intraprendere la strada della rottura con l’ideologia dominante di cui tutti siamo partecipi.

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Quella che voglio raccontarvi è una tipica storia dell’agro basso-molisano. E’ una storia di imbrogli, connivenze e ipocrisie.

Inoltre è una storia collettiva, che coinvolge centinaia di agricoltori che giorno e notte, bestemmia su bestemmia, lasciano sangue e sudore sulle zolle arse dai veleni che sono costretti a versare nei loro campi.

La vicenda ha inizio alcuni anni fa, era il 2008, quando nel corso dell’estate, giornata dopo giornata, le mietitrebbie riempivano i camion di grano sui cigli delle provinciali tra Larino e Casacalenda. I tir, una volta assicurato il carico, partivano alla volta dei depositi a loro indicati, scaricavano e tornavano indietro. Uno di questi depositi è quello del Consorzio Agrario. E di questo voglio parlarvi. (altro…)

La decrescita non è solo autoproduzione, riduzione dei consumi e “rispettiamo l’ambiente”. C’è un patrimonio di riflessione sulla democrazia, sulla giustizia e sul potere che non deve essere dimenticato. Lettera aperta alcune/i attiviste/i molisani/e.


Siamo un gruppo di attiviste e attivisti molisani. Alcuni/e di noi sono stati attivi sul tema della decrescita, della sostenibilità e del “meno e meglio” già dalla fine degli anni ’90. Uno di noi è stato anche fondatore, nel 2009, del circolo della decrescita felice di Campobasso.


Sentiamo l’urgenza di condividere con voi alcune riflessioni, perché proprio in questo momento di crisi in cui la decrescita può diventare un discorso quasi di moda, è quanto mai importante che tutte/i noi restiamo vigili, per evitare che le nostre idee, le nostre energie, i nostri desideri vengano ribaltati e utilizzati per scopi che non ci appartengono.

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 Intervista a Pardo di Paolo*

di Paolo di Lella & Marinella Ciamarra

L’agricoltura è in crisi, e la stretta del sistema creditizio contribuisce allo strangolamento dei piccoli agricoltori, bersagliati anche dalla concorrenza delle grandi multinazionali e dalle politiche dell’UE. Un’intervista a Pardo di Paolo, esperto di politiche agroalimentari 

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Stamattina è occorso un fatto di inaudita gravità. Il giornalista Michele Mignogna, autore di numerose inchieste sull’infiltrazione mafiosa nella nostra regione, ha subito l’ennesima intimidazione da parte della mafia. Davanti alla propria porta di casa, Michele ha trovato un pacco contenente una testa di capretto mozzata.

Non è la prima volta che le organizzazioni malavitose “avvertono” il nostro coraggioso giornalista, e questo è il segno che le sue inchieste colpiscono direttamente, pervicacemente e decisivamente gli interessi delle cosche.

Da parte nostra, ciò che possiamo dire, è che Michele Mignogna è per noi un modello a cui ci ispiriamo per il nostro lavoro di blogger. Continueremo, seguendo il suo esempio, ad impegnarci nell’indagare tutti quei fenomeni che ineriscono all’inquinamento del nostro ambiente, naturale e sociale.Vogliamo invitare tutti i cittadini, compresi i più giovani a interessarsi con il massimo impegno a queste dinamiche. E a denunciare, denunciare e denunciare… perché questo è il modo più efficace per liberare le popolazioni dalla gestione criminale degli affari pubblici e privati. Vogliamo, inoltre, che gli autori di questo avvertimento mafioso sappiano, che se vogliono colpire Michele devono colpire tutti noi, perché oggi più che mai siamo tutti Michele Mignogna.

La Redazione.

 

riceviamo e pubblichiamo l’appello redatto da un centro di studi politici formato da ragazzi e ragazze che vogliono liberare il Molise dalle tenaglie di una classe politica irresponsabile e anti-popolare.

APPELLO AI GIOVANI

Eccoli seduti attorno ad un tavolo,  vecchi arnesi della politica e giovani aspiranti a ripercorrerne le orme: lo stesso tavolo di tre mesi fa, quello attorno a cui hanno consumato il primo delitto: regalare la provincia – ultima istituzione rimasta nelle mani del centrosinistra –  al centrodestra, e lo hanno fatto in più modi:

  • distruggendo la possibilità di costruire l’unità stessa del centrosinistra,passando sotto un silenzio di piombo l’esperienza della amministrazione uscente, evitando di far conoscere e portare alla discussione politica la natura reale del conflitto tra l’amministrazione provinciale uscente – nel cui merito per altro non vogliamo entrare – e la restante parte del centrosinistra.
  • utilizzando il tema delle primarie più volte fissate ma mai organizzate come uno specchietto per le allodole utile a mantenere calmi quelli che si erano impegnati per realizzarle, far passare il tempo e renderle ormai non più praticabili, nonostante la mobilitazione popolare che le aveva chieste a gran voce.

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