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A Termoli si è svolta un’assemblea della Fiom in vista del prossimo sciopero generale del settore metalmeccanico di venerdì 9. L’iniziativa è stata molto partecipata. Numerosi gli interventi: da Stefania, delegata FIOM e operaia della Fiat Powertrain, a Jacopo Di Donato, coordinatore regionale dell’Uds, passando per le testimonianze di due compagne di Pomigliano in cassa integrazione da diversi mesi. Queste ultime particolarmente toccanti: “descrivere il lavoro alla linea di montaggio è impossibile, si può soltanto provare…” così ha aperto una delle due compagne che ha parlato di quanto sia alienante il lavoro in fabbrica. L’altra compagna si è scagliata contro il marchionismo e ha posto l’accento sulla particolare condizione delle donne, sfruttate due volte perché vittime di una beffarda discriminazione: “la gravidanza significa l’impossibilità di raggiungere i premi
produttivi”. Riportiamo di seguito, l’intervento integrale di Dario Urbisci per conto del Comitato molisano No-Debito.

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di Paolo Di Lella

Spesso sentiamo parlare di crisi come di un fenomeno incomprensibile, una sorta di malattia che affligge il campo oscuro dell’economia. Numeri, percentuali, statistiche, calcoli complicati, etc… Insomma, sembra quasi di trovarsi di fronte a discorsi astratti, a speculazioni intellettuali. In questo senso, i mezzi di confusione di massa, soprattutto la televisione, non ci aiutano molto. Le trasmissioni dedicate ad analisi e approfondimenti su questi temi sono impostate sul confronto tra esponenti politici di opposti schieramenti che si accavallano l’uno all’altro, scontrandosi su tutto, finanche sui numeri oggettivi. I telegiornali parlano di contrazione dei consumi, di spread oltre i 500 punti, di Sarkozy e della Merkel che tramano contro i PIGS, poi tornano a parlare di vacanze, di settimane bianche, di gustosissime ricette culinarie, di diete e di moda come se nulla fosse…

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L’Italia scende in piazza all’indomani del referendum FIAT accanto agli operai della FIOM per i quali l’Unione Sindacale di Base (USB) ha proclamato lo sciopero generale per l’intera giornata del 28 gennaio. Operai, studenti, politici, precari, lavoratori dei diversi settori si sono incontrati in oltre 20 manifestazioni in tutta Italia, per dare sostegno agli operai della FIOM di Pomigliano e Mirafiori, in difesa del contratto nazionale contro gli attacchi di Confindustria e di Federmeccanica. Oltre alle manifestazioni, vari presidi e cortei hanno chiesto a  voce alla Cgil la proclamazione dello sciopero generale di tutte le categorie. Anche a Termoli, davanti ai cancelli della FIAT Power Train, ha animato la protesta un presidio formato da operai, iscritti FIOM, studenti, insegnanti, precari, tutti “Uniti contro la crisi”. (altro…)

In questi giorni, nel dibattito politico televisivo, si è tentato di sviluppare il tema dei rapporti tra lavoratore e datore di lavoro alla luce della svolta nelle politiche industriali che Marchionne sta tentando di imporre al mondo del lavoro. Lo schema è più o meno questo: ci si chiede se sia giusto determinare un cambiamento radicale senza che ci sia il consenso da parte di chi, all’interno della fabbrica, spende la parte migliore delle sue giornate.

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Gli ultimi avvenimenti legati al mondo del lavoro e, in generale, le risposte di classe che in tutto il mondo si stanno attuando in contrasto al regime di austerità imposto dalla governance internazionale, impongono una seria riflessione su come organizzarci in maniera sempre più proficua e determinante

Allo stesso tempo, la sollevazione popolare in Tunisia, gli scioperi dei lavoratori in Serbia, in Portogallo, in Grecia, e in ultimo, ma solo in ordine di tempo, lo straordinario risultato del referendum a Mirafiori, dimostrano che il livello di scontro sociale è alto e soprattutto esteso. I movimenti sono sempre più organizzati e il sistema di repressione messo in atto dai governi imperialisti ha dimostrato, in più di un occasione, di poter entrare in crisi insieme a tutta la struttura del sistema.

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Un padre e una madre giovani, un bambino appena nato: è il ritratto ufficiale della Famiglia, il feticcio adorato e intoccabile, eterno, del nostro Paese, quello in nome del quale le forze politiche – dalla Lega, al Pdl, ai finiani comecazzosichiamano, all’UDC, all’MPA, al PD, all’IdV – muovono una guerra quotidiana ai diritti degli e delle omosessuali, delle donne, dei single, di chiunque non accetti l’ordine “naturale” delle cose. (altro…)