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Dopo un anno di controinformazione e attivismo transumante, la redazione di Tratturi torna ad incontrare lettori e lettrici (veri o aspiranti tali…) in un dibattito-aperitivo.

Appuntamento il 28 dicembre a partire dalle 18 alla caffetteria Morelia, in via Mons. Bologna a Campobasso.

Per rivederci dopo tanti mesi di attivismo virtuale, e in una conviviale chiacchierata fare un bilancio dell’ultimo anno di attività del blog, ma anche delle mobilitazioni e dei movimenti in Molise e non solo:

Si può fare attivismo anche stando fuori?

Le nostre migrazioni possono diventare un fattore di arricchimento per le lotte dei movimenti, molisani e non?

Come può un gruppo politico sopravvivere un anno senza né capi, né leader, né votazioni a maggioranza?

Chi vuole condividere con noi queste ed altre sfide?

E poi… A cosa è servito un blog del Molise in movimento? In cosa possiamo migliorare?

A seguire buffet, brindisi e distribuzione di gadget vari (le spillette della pecora rossa e le stampe degli articoli più interessanti!)

 

Gli ultimi avvenimenti legati al mondo del lavoro e, in generale, le risposte di classe che in tutto il mondo si stanno attuando in contrasto al regime di austerità imposto dalla governance internazionale, impongono una seria riflessione su come organizzarci in maniera sempre più proficua e determinante

Allo stesso tempo, la sollevazione popolare in Tunisia, gli scioperi dei lavoratori in Serbia, in Portogallo, in Grecia, e in ultimo, ma solo in ordine di tempo, lo straordinario risultato del referendum a Mirafiori, dimostrano che il livello di scontro sociale è alto e soprattutto esteso. I movimenti sono sempre più organizzati e il sistema di repressione messo in atto dai governi imperialisti ha dimostrato, in più di un occasione, di poter entrare in crisi insieme a tutta la struttura del sistema.

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17 novembre – Giornata internazionale dello Studente
SCIOPERO
in tutti i comparti della conoscenza

– contro le politiche del Governo che stanno distruggendo le Scuole,
le Università e gli Enti di Ricerca pubblici
– per la cancellazione dei tagli ai finanziamenti di Tremonti
– per il ritiro incondizionato della controriforma Gelmini
dell’Università e per una vera riforma che parta dalla base
– contro il blocco quadriennale dei contratti nel pubblico impiego
– per la stabilizzazione dei lavoratori precari
– per forti investimenti nel sistema pubblico di formazione e ricerca
– per un reale Diritto allo studio

Gelmini e Tremonti non ci ascoltano, non ci capiscono quando lo
diciamo in Italiano?
Allora, diciamoglielo in tutte le lingue!

Nella discussione seguita al mio primo articolo, abbiamo parlato della necessità di fare delle attività nelle scuole che sensibilizzino gli studenti e le studentesse sui temi dell’omosessualità (e aggiungerei della transessualità, troppo spesso trascurata, e dell’intersessualità, illustre sconosciuta), e che magari rendano la vita più facile ai ragazzi e alle ragazze gay, lesbiche e bisessuali in Molise.

Come ho anticipato nel commento, a Bologna esistono molte realtà che lavorano in questo senso nelle scuole medie e superiori, con dei progetti veramente interessanti.

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[riceviamo da Fabio Barca del collettivo universitario Duekappaotto e pubblichiamo volentieri!]

È iniziato un nuovo anno accademico all’Università degli studi del Molise, un anno segnato fortemente dai tagli imposti dai ministri Gelmini e Tremonti.  L’ultima riforma dell’università sta rendendo difficile la vita degli atenei italiani, specialmente di quelli piccoli come il nostro: anche quest’anno – per far fronte alle spese – c’è stato un aumento consistente delle tasse e si sta già parlando di un ulteriore aumento per il prossimo. (altro…)

Paese bizzarro, la Francia, in cui studenti quindicenni o ventenni si mobilitano in massa per una questione che potrà riguardarli direttamente solo tra più di una quarantina d’anni. “La retraite c’est notre affaire!” sottolineano i volantini dei sindacati studenteschi. Ad oggi, più di 30 università su 83 e 600 licei in tutto il paese sono mobilitati, secondo i dati dei sindacati studenteschi. Secondo un sondaggio riferito da Le Monde, il 73% dei giovani sostiene la mobilitazione contro la riforma delle pensioni. (altro…)

Un’ altra giornata di proteste e scontri a Lyon: i lavoratori del settore dei trasporti hanno deciso di continuare lo sciopero, poco più della metà dei mezzi disponibili, sarà garantito al 70%.

Dalla raffineria di Feyzin, i lavoratori non fanno uscire carburante e hanno rinnovato lo sciopero fino alla prossima riunione generale di domani. Il personale si mobilita in attesa di istruzioni da parte dei sindacati nazionali. (altro…)

[riceviamo da Federica Ciarlariello dell’UdS di Campobasso e pubblichiamo volentieri!]

In Piazza San Francesco l'aria è elettrica e frizzante, la mattina
dell'8 Ottobre, perchè più di ottocento studenti di Campobasso, Santa
Croce e Casacalenda sono scesi in piazza per gridare tutta la loro
rabbia e la loro delusione riguardo allo scempio che il nostro ministro
dell'Istruzione sta facendo della Scuola Pubblica.
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Secondo il luogo comune, i Giovani se ne vanno o per studiare o per lavorare. Quelli che studiano, quando poi si laureano, si accorgono che il Molise non può offrire loro un Posto di lavoro degno degli Studi fatti, ed è così che si stabiliscono definitivamente Fuori, o magari se ne vanno all’estero. E’ la fuga dei cervelli, per colpa della quale il Molise viene privato delle sue menti migliori.

by RiGeneriamoCi

Sempre trascurato e sottovalutato nella nostra cultura è però il fatto che ogni cervello, in genere, è anche parte di un corpo; dunque, se posso aspirare al titolo di esponente qualificata della mitica categoria dei Giovani, vorrei testimoniare che i giovani se ne vanno e/o decidono di non tornare non solo per le esigenze dei loro cervelli e delle loro tasche – cioè per la necessità di trovare opportunità formative e professionali degne delle loro aspirazioni – ma anche per altri, più complessi motivi. (altro…)

Una modesta proposta

TRATTURI – saperi del Molise in movimento


“E tu?” “Io a Bologna, sono quasi dieci anni.”

Tu, sempre a Milano?” “Sì.”

E ora che ti sei laureata, pensi di tornare?” “Non credo, a fare cosa? Dopo tanto tempo…”

Che sorpresa, che fai di bello?” “Io sono rimasta a studiare qui, a Campobasso.”

Oramai vivi a Napoli (Torino, Roma, Pescara, Parigi, Pisa, Parma…), quindi… Sì, difficile che possa ritornare.

Emigrazione. C’è chi parte per studiare, valigia pronta a 18 anni, e sono i più fortunati; chi parte per lavorare; chi – e sono sempre più numerosi – per fare entrambe le cose. C’è chi resta, ma è come se fosse partito/a, ché la rete di relazioni si interrompe, si taglia da entrambi i lati.

Più tradizionale del Corpus Domini, antica quanto i caciocavalli, l’emigrazione è il vero marchio di fabbrica del Molise, tristemente conteso dal resto del Meridione: le relazioni umane si allentano o si spezzano, surrogate da un vasto corredo di rimpatriate, ri-conoscenze, nostalgie, sughi congelati e verdure sottolio; a restare sono luoghi ciclicamente abbandonati, esperienze collettive interrotte, territori che si ritrovano senza memoria, con quelli/e che restano costretti ogni volta a ricominciare daccapo.

A partire da questo retroterra di esperienze condivise ci siamo ritrovati – studenti, studentesse, lavoratori e lavoratrici precari, alcuni partiti, altri rimasti – a ragionare… (altro…)