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Comitato No Debito Molise

di Paolo Di Lella

Di cosa parliamo?

Nel capoluogo molisano, negli ultimi mesi, abbiamo visto nascere e svilupparsi un ampio fronte di mobilitazione a difesa della sanità pubblica, contro il tentativo del governo regionale – innegabilmente inserito in un più generale contesto nazionale – di smantellare il servizio sanitario pubblico favorendo il privato nell’acquisizione di settori strategici della sanità.

A livello regionale, come a livello nazionale, qualsiasi discorso inserito nel campo delle possibilità passa attraverso la questione cruciale del debito. Se in campo nazionale ed europeo è sempre vivo il dibattito sull’inevitabilità o meno del rientro dal deficit, per quanto concerne le regioni, tale opportunità è da ritenersi praticamente inattuabile sia per specificità giuridiche proprie delle istituzioni regionali, sia a ragione dell’inagibilità politica che inevitabilmente incontrerebbe una simile proposta.

In quest’articolo, quindi, assumeremo il paradigma del pagamento del debito come una prospettiva ineluttabile e, di conseguenza, procederemo ad analizzarne la struttura cercando di individuare le criticità, in altre parole quei capitoli di spesa che pesano sulla collettività senza, tuttavia, determinare un’offerta sanitaria universale ed efficiente.

Ci avvarremo, nel fare ciò, dell’ottimo lavoro di analisi compiuto in questi ultimi mesi dal Comitato Pro-Cardarelli, dal Coordinamento delle associazioni, nonché dal Comitato molisano No-Debito che, insieme al PRC, ha il merito, se non altro, di aver assunto più di ogni altra forza in campo, il punto di vista dei lavoratori dell’indotto ospedaliero e di quei cittadini che non possono permettersi servizi a pagamento. Come dire: un punto di vista di classe. (altro…)

 

A Termoli si è svolta un’assemblea della Fiom in vista del prossimo sciopero generale del settore metalmeccanico di venerdì 9. L’iniziativa è stata molto partecipata. Numerosi gli interventi: da Stefania, delegata FIOM e operaia della Fiat Powertrain, a Jacopo Di Donato, coordinatore regionale dell’Uds, passando per le testimonianze di due compagne di Pomigliano in cassa integrazione da diversi mesi. Queste ultime particolarmente toccanti: “descrivere il lavoro alla linea di montaggio è impossibile, si può soltanto provare…” così ha aperto una delle due compagne che ha parlato di quanto sia alienante il lavoro in fabbrica. L’altra compagna si è scagliata contro il marchionismo e ha posto l’accento sulla particolare condizione delle donne, sfruttate due volte perché vittime di una beffarda discriminazione: “la gravidanza significa l’impossibilità di raggiungere i premi
produttivi”. Riportiamo di seguito, l’intervento integrale di Dario Urbisci per conto del Comitato molisano No-Debito.

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