Riceviamo e pubblichiamo dall’Unione degli Studenti Molise un documento politico che tratteggia la drammatica situazione della mancanza di spazi di aggregazione giovanile a Campobasso. Il documento, però, non si limita ad un’attenta analisi della realtà ma rilancia attraverso il progetto SkoSSa:

Spazi di aggregazione: cosa sono?
Costruire la socialità: i nostri bisogni e la situazione attuale
La questione di Vico Carnaio: un utile spunto di riflessione
E’ ora di agire: il progetto SKoSSa (Spazio di Condivisione Sociale dei Saperi)
Cultura, divertimento e condivisione secondo SKoSSa

– Spazi di aggregazione: cosa sono?

Il nostro concetto di spazio di aggregazione è relativamente semplice, sebbene pregno di una moltitudine di significati e sfumature intrinseche, riguardanti le dinamiche che inevitabilmente si instaurano al suo interno: uno spazio aperto alla società, che sia fonte di scambio di esperienze e di saperi, ma che ne sia al contempo fautore e promotore, stimolante la crescita personale di ogni soggettività. Individualità che non rimane tale, ma si pone come unità fondante della società tutta, in quanto antenna di propagazione di ogni diverso tipo di conoscenza. Il fine ultimo è quindi quello di creare una vera e propria rete di interessi, azioni, esperienze, opinioni, concetti, tramite un ambiente che non solo agevoli l’affiorare di nuove idee, ma sia terreno fertile per la loro realizzazione. Il punto di partenza, ovviamente, non è la semplice interrelazione ed interazione tra i suoi
componenti, ma la predisposizione di un preciso luogo fisico atto ad ospitare un processo di socializzazione più complesso del semplice ritrovarsi.
Poniamo l’accento sulla necessità di un luogo fisico per operare una netta distinzione da quelli, sempre più invasivi, virtuali. Il ruolo stesso di punto d’incontro con altre persone, che noi intendiamo attribuire allo spazio sociale, è stato preso, ad esempio, dai social networks, che si sono gradualmente imposti in maniera così incisiva da rappresentare, in assenza di alternative tangibili e concrete, l’unico strumento di conoscenza di altri individui. Fatto, questo, che diventa mezzo di esclusione di buona parte dei canali di comunicazione e rappresenta un pericoloso handicap che potrebbe essere ereditato dalla futura società.

– Costruire la socialità: i nostri bisogni e la situazione attuale

La nostra rivendicazione, però, non si ferma alla richiesta di uno spazio in quanto tale; riteniamo fondamentale, infatti, la sua caratterizzazione aperta a tutti i cittadini, fruibile senza oneri e quindi pubblica.
E’ inaudito il fatto che il ruolo di punto di aggregazione venga, da sempre, demandato a attività commerciali quali bar o pub. L’esclusione sociale, ciò che le istituzioni dovrebbero primariamente combattere per mettere effettivamente tutti i cittadini in condizione di soddisfare i propri bisogni, passa, innegabilmente, anche da questo: non è raro, infatti, che per evitare spese superflue i ragazzi si ritrovino, anche durante le stagioni fredde, a passare le serate all’aperto o, addirittura, a desistere dall’incontrarsi. La frequentazione di questi locali non è da condannare in sé, ma in quanto scelta obbligata alla quale i ragazzi sono attualmente vincolati dall’assenza di alternative valide. La considerazione che l’attuale classe politica ha dei giovani, cioè quella di soggetti in formazione come mero strumento di guadagno, come forza economica e non come risorsa, è il principio dal quale scaturisce il continuo pontificare su un futuro indeterminato e la totale disattenzione verso l’aspetto presente della nuova generazione: i giovani su cui puntare non sono solo quelli futuri, ma anche quelli attuali.
L’amministrazione comunale ha più volte sottolineato la sua vicinanza alla cosiddetta “questione giovanile”: nei fatti, però, si è dimostrata incostante nell’impegno e distante dalle reali necessità della cittadinanza. Assurde proposte come la recinzione tramite pannelli di vetro della Villetta dei Cannoni, o addirittura la concessione ai ragazzi di isole di traffico (le “rotonde”) mettono in luce quanto le nostre rivendicazioni non siano state comprese, sebbene ripetutamente ribadite con una chiarezza incontestabile.

– La questione di Vico Carnaio: un utile spunto di riflessione

Altra vicenda esplicativa del concetto che la Giunta Comunale ha della cura verso il sociale è il pasticcio di Vico Carnaio. Questa vicenda, però, si è connotata di un’ulteriore negatività; la xenofobia di fondo che ha spinto al non rinnovo della concessione del locale di Vico Carnaio.
Diventato uno dei pochi punti di riferimento dell’associazionismo campobassano, si stava avviando alla formalizzazione e al riconoscimento effettivo delle sue funzioni, tramite la ratificazione della convenzione presentata nel Settembre del 2010 da diverse organizzazioni come l’Unione degli Studenti, il Comitato 1°Marzo, l’Agesci, il Comitato Centro Storico e l’associazione di quartiere di S. Antonio Abate. Quando buona parte dei lavori di ristrutturazione si era già conclusa, i continui temporeggiamenti del Comune hanno rappresentato un primo campanello d’allarme per gli occupanti dello stabile.
Non meglio precisate lamentele da parte degli abitanti del vicinato con la stampa hanno poi infervorato la polemica: il semplice progetto del Comitato 1° Marzo di un punto di ritrovo di diverse culture (dal nome, appunto, di “Casa delle Culture”) è, improvvisamente, balzato agli onori della cronaca sotto le false sembianze di un centro di culto islamico. Mettendo in chiaro il fatto che,anche in caso di realizzazione di una moschea, non capiamo il motivo di cotanto scalpore,confondere un centro nato con principi laici che garantissero la commistione di diversi background culturali con luogo di pratica religiosa è il frutto della pericolosissima equazione “straniero=musulmano=terrorista”, che affonda palesemente le sue radici nell’ignoranza propria di un provincialismo dilagante, mai contrastato dalle istituzioni, anzi sfruttato per mascherare intrecci ben più complessi.
La presenza di associazioni, e quindi l’incremento della frequentazione del luogo, ha dato il via ad un processo di rivitalizzazione e riqualificazione dell’area, salvandola da una parabola discendente che avrebbe contribuito ad aumentare ulteriormente il degrado del posto, utilizzato maggiormente come zona al riparo sfruttata per il costante consumo di sostanze quali droghe pesanti ed alcol.
Esperienza diretta di questa situazione può essere riferita dai membri delle associazioni presenti, che si sono personalmente preoccupate di ripulire l’edificio e lo spazio antistante, eliminando finanche rifiuti quali siringhe usate, profilattici e imballaggi di bevande alcoliche.
Per un Sindaco che si dice così attento a queste tematiche, questa sarebbe dovuta essere la prova incontrovertibile dei benefici che Vico Carnaio ha tratto dalla presenza di attività sociali.

– E’ ora di agire: il progetto SKoSSa

Alla luce di quanto illustrato finora, l’urgenza di un’azione fattiva da parte dei cittadini necessita di divenire un soggetto vero e proprio, capace di rivendicare le proprie istanze con determinazione ed organicità, caratteristiche che permetteranno un severo e vigile sguardo sull’effettivo adempimento dei doveri delle amministrazioni alle quali richiediamo di intervenire. Per raccogliere tutte le realtà che si sentono accomunate da questa battaglia, nasce il progetto SkoSSa.
Acronimo di “Spazio di Condivisione Sociale dei Saperi”, simboleggia una rivoluzione che può essere letta in due diversi modi: la vulcanicità della trasformazione che apporterà al modo di vedere la socialità a Campobasso, e la tumultuosa attività di idee e di persone che, al suo interno, rappresenteranno l’anima del progetto.
Immaginiamo quindi un movimento costituito dalle associazioni che delle battaglie sociali hanno sempre fatto un motivo di lotta (associazioni studentesche, universitarie e organizzazioni che, più in generale, abbiano come scopo il miglioramento delle condizioni di vita del capoluogo molisano), ma anche, ed in buona parte, dai singoli cittadini che se ne sentano promotori. Un movimento plurale, aperto e soprattutto politico, sebbene dichiaratamente estraneo alle sigle partitiche, proprio per permettere alla battaglia di essere condotta al di fuori di logiche di dominio e di potere, con la massima dedizione alla causa.

– Cultura, divertimento e condivisione secondo SkoSSa

Come ulteriore punto d’analisi sul quale soffermarsi, bisogna porre l’accento sulla principale differenza che intercorre tra la realtà pluridimensionale delle grandi città, che raccoglie esperienze anche innovative e poco conosciute e le rende patrimonio di tutti, e la condizione di isolamento che una cittadina di medio-piccole dimensioni come Campobasso vive quotidianamente. In assenza di una posizione favorevole, che agevoli naturalmente il recepire le innovazioni ed i cambiamenti dovuti alle continue trasformazioni della cultura, più che mai si rende necessario uno sforzo in più per ricreare la stessa attitudine alle novità.
Non si può concepire un luogo di cultura dinamica se non lo si immagina come un punto non solo di aggregazione e di condivisione delle esperienze già consolidate, ma soprattutto di sperimentazione. Sperimentazione intesa come libera e collettiva esplorazione di attività che rappresentano, in altre realtà, pratiche già facenti stabilmente parte dell’immaginario culturale della società. Pensiamo, ad esempio, ad installazioni visive, laboratori musicali, concerti che esulino dalla classica rassegna di generi già conosciuti, corsi di scultura, dibattiti sulla letteratura, sull’attualità e sulla storia, audioforum e tutto ciò che possa suscitare interesse, con un processo di propositività che non sia solamente appannaggio dei gestori del luogo, ma sopratutto dei soggetti che
usufruiscono di questa condivisione.
Questo approccio innovativo, sebbene punto di forza del progetto, non dovrà eclissare quello dichiaratamente ricreativo, che offrirà l’opportunità di ritrovarsi a prescindere dalla partecipazione ai laboratori: una serata di musica e divertimento con gli amici sarà sempre garantita.

– Conclusioni

L’obiettivo del progetto è, in definitiva, quello di porsi come un’iniziativa che, a lungo termine, potrà diventare un punto di riferimento per i giovani e la società tutta. I vantaggi della realizzazione di questa idea sono, ovviamente, molto più numerosi di quelli sinteticamente elencati in questo documento; sottolineiamo di nuovo, quindi, la totale necessità di creare quello che rappresenterà la più grande novità della città.

Unione degli Studenti Molise