NO AL FASCISMO

 

In Italia, da qualche tempo, si stanno moltiplicando iniziative organizzate da gruppi neofascisti ed antisemiti come Casapound Italia. La cosa che desta sconcerto è il fatto che, come qui da noi, organizzazioni apertamente reazionarie usufruiscono, grazie alla gentile concessione di amministratori del pdl, di sale provinciali e comunali.

Qui da noi addirittura osano non definirsi fascisti (vedi la Gazzetta del Molise di oggi [29 Ottobre 2011 ndr]) quando è da tutti risaputo, basta leggerlo sul loro sito, che si fanno chiamare – a meno che non si vuol far questioni di lana caprina – “fascisti del terzo millennio”.

CASAPOUND, infatti, è una associazione di matrice neofascista, che fa diretto richiamo ad EZRA POUND, uno dei teorici dell’antisemitismo nel fascismo italiano.

Quindi, concedere una sala di una sede istituzionale – scaturita dalla resistenza antifascista – ad una organizzazione fascista ed antisemita è una aperta violazione della nostra Carta costituzionale e delle leggi che puniscono tali reati.

Cosa direbbero le centinaia di migliaia di italiani deportati nei lager nazisti?

Casapound propone il ritorno ad un modello corporativo tra i lavoratori italiani e le aziende. Parla di nazionalizzazione di banche ed energia, ma appoggia le politiche di privatizzazione dei servizi pubblici – vedi Giunta Alemanno – apre alla riforma della giustizia – quella sì, voluta da Berlusconi – parla di riscrivere la Costituzione… altro che generazione “non conforme”.

Infine, Casapound ha animato una corrente culturale che ha pubblicato il “manifesto del turbodinamismo”, che è una specie di inno allo squadrismo fascista in salsa futurista. In uno dei manifesti che lancia il Turbodinamismo compare l’immagine di Roberto de Brasillach, collaborazionista del governo di Vichy ed uno dei principali esponenti del neonazismo europeo, giustiziato alla fine della seconda guerra mondiale.

Il loro intervento nel sociale – basta sfogliare i siti internet che parlano di loro – è rivolto, con una fraseologia di sinistra, alla divisione e contrapposizione sistematica e spesso violenta dei lavoratori e dei giovani: un giorno il nemico è lo straniero, un altro è lo studente progressiste, ecc.

Niente di nuovo sotto i ponti:

chi ha letto il “Mein Kampf”, il famoso ed orrendo libro di Hitler, sa benissimo che il linguaggio in parte copiato alla sinistra serve ai fascisti per disorientare i lavoratori e servire la parte più retriva del capitale finanziato a quell’epoca storica.

Circolo centro storico PRC – Isernia