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logo segnale defL’estate di quasi tre anni fa, prima che le ripartenze tornassero a svuotare la regione, debuttammo on-line col blog Tratturi. Scrivemmo, per l’occasione, un manifesto ambizioso: venivamo da un periodo relativamente vivace dal punto di vista dei movimenti e, in particolare, eravamo favorevolmente impressionati dalla capillarità della mobilitazione per i referendum, poi vittoriosi, su acqua e nucleare, e dall’intensità delle proteste studentesche di quegli anni.

A distanza di qualche anno, dopo tanti articoli, dibattiti in mailing list, qualche iniziativa sul territorio e varie chiacchiere natalizie davanti ad un bicchiere di vino, scriviamo questo articolo per fare un bilancio della nostra esperienza finora. Bilancio che ci ha portati a darci una nuova forma e nuovi obiettivi, che troverete nella versione 2.0 del nostro manifesto. (altro…)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Da Jacopo Di Donato membro del collettivo LGBTQI “A Testa AltRa”

OK, lo ammetto. Infervorarsi per parlare di politica in chat su Facebook è triste.

Però bisogna anche ammettere che quando senti qualcuno dire delle boiate terrificanti, non puoi invitarlo per un caffè da Lupacchioli e poi, tra una bustina di zucchero di canna e un bicchiere di acqua frizzante, urlargli contro che non sa neanche di cosa sta parlando.

Va bene, metto ordine a quello che sto scrivendo random.

Mi è successo di ragionare (se così si può dire) in chat su Facebook con una persona che vuole fondare Arcigay in Molise, dopo aver partecipato alla serata gay-friendly di Termoli, il 5 Gennaio. (altro…)

Gli ultimi avvenimenti legati al mondo del lavoro e, in generale, le risposte di classe che in tutto il mondo si stanno attuando in contrasto al regime di austerità imposto dalla governance internazionale, impongono una seria riflessione su come organizzarci in maniera sempre più proficua e determinante

Allo stesso tempo, la sollevazione popolare in Tunisia, gli scioperi dei lavoratori in Serbia, in Portogallo, in Grecia, e in ultimo, ma solo in ordine di tempo, lo straordinario risultato del referendum a Mirafiori, dimostrano che il livello di scontro sociale è alto e soprattutto esteso. I movimenti sono sempre più organizzati e il sistema di repressione messo in atto dai governi imperialisti ha dimostrato, in più di un occasione, di poter entrare in crisi insieme a tutta la struttura del sistema.

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Sommario. Il dibattito pubblico sull’immigrazione è fermo sul tema della sicurezza. La sinistra al massimo riesce a esprimere un vago sentimento della “solidarietá” e ha rinunciato del tutto ad affrontare il tema economico di fondo: perché emigrano? Se si vuole evitare una guerra tra lavoratori italiani e stranieri c’è bisogno di smascherare i mali della globalizzazione economica, contrastare la libera circolazione dei capitali e costituire un diritto globale alla migrazione.

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Lo scenario del terzo millennio, così come si sta delineando, è attraversato da processi fortemente contraddittori e nel cui ambito il termine globalizzazione assume significati sempre più articolati. Il vecchio nesso tra spazio e politica è stato radicalmente mutato dallo sviluppo di innovazioni tecnologiche, e dal fatto che queste – un tempo funzionali al rafforzamento dell’autorità – sono diventate tra i fattori determinanti della sua crisi. (altro…)